Distribuzione Civile
ZaLab ha costruito una rete viva di spazi non convenzionali di proiezione e partecipazione.
"Io sono Li", 100', un film di Andrea Segre (Italia, Francia 2011)
"Italy, love it or leave it", 75', un film di Gustav Hofer e Luca Ragazzi (Italia,Germania 2011)
i documentari prodotti da ZaLab
"Italy, love it or leave it", 75', un film di Gustav Hofer e Luca Ragazzi (Italia,Germania 2011)
i documentari prodotti da ZaLab
Nel corso degli ultimi decenni il mercato della distribuzione commerciale in Italia ha visto rafforzarsi l’egemonia di un gruppo ristretto di soggetti economici, che hanno integrato produzione, distribuzione e sale cinematografiche: un circuito esclusivo e preferenziale per i propri prodotti, che ostacola la diffusione di produzioni indipendenti, documentaristiche e legate ai temi del sociale.
La prima risposta a questo processo è stato l’affermarsi dei cinema d’essai: poche sale focalizzate su una programmazione di nicchia e di qualità, anche attraverso rassegne. A questo network si è più di recente affiancata la distribuzione civile: un fenomeno che si sviluppa dal basso per favorire la circolazione di film, documentari e cortometraggi che, per motivi contenutistici e di forma, sarebbero esclusi dal mercato tradizionale. Grazie alla rivoluzione digitale, proiettare un film è diventato un’impresa alla portata di tutti, anche al di fuori del circuito cinematografico. Infatti la distribuzione civile utilizza una rete diversa, orizzontale, legata ad altre attività sociali, e che include il terzo settore. Chi organizza una proiezione diventa egli stesso soggetto attivo nel processo distributivo, in cui la proiezione è funzionale ad una più ampia presa di coscienza sociale e culturale.
Dopo tre anni di distribuzione civile dei propri documentari, ZaLab ha costruito una rete viva di spazi non convenzionali di proiezione e partecipazione.
Per questo abbiamo deciso di provare a mettere a disposizione anche di altri autori questa esperienza.
ZaLab non diventa una società di distribuzione, ma collabora alla diffusione della produzione indipendente di cinema documentario; un cinema che tante storie e capacità di osservazione sta regalando alla cultura italiana e non solo.
La prima risposta a questo processo è stato l’affermarsi dei cinema d’essai: poche sale focalizzate su una programmazione di nicchia e di qualità, anche attraverso rassegne. A questo network si è più di recente affiancata la distribuzione civile: un fenomeno che si sviluppa dal basso per favorire la circolazione di film, documentari e cortometraggi che, per motivi contenutistici e di forma, sarebbero esclusi dal mercato tradizionale. Grazie alla rivoluzione digitale, proiettare un film è diventato un’impresa alla portata di tutti, anche al di fuori del circuito cinematografico. Infatti la distribuzione civile utilizza una rete diversa, orizzontale, legata ad altre attività sociali, e che include il terzo settore. Chi organizza una proiezione diventa egli stesso soggetto attivo nel processo distributivo, in cui la proiezione è funzionale ad una più ampia presa di coscienza sociale e culturale.
Dopo tre anni di distribuzione civile dei propri documentari, ZaLab ha costruito una rete viva di spazi non convenzionali di proiezione e partecipazione.
Per questo abbiamo deciso di provare a mettere a disposizione anche di altri autori questa esperienza.
ZaLab non diventa una società di distribuzione, ma collabora alla diffusione della produzione indipendente di cinema documentario; un cinema che tante storie e capacità di osservazione sta regalando alla cultura italiana e non solo.


