Magari le cose cambiano

Andrea Segre, con la fotografia di Luca Bigazzi
Italia 2009, 63 min
Italia 2009, 63 min
Regia: Andrea Segre
in concorso al 27° TorinoFilmFestival - ItalianaDoc
Lingua: Italiano (sottotitoli in Inglese e Francese)

Produzione: ZaLab e OFF!CINE (Italia)
Soggetto e regia: Andrea Segre
Fotografia: Luca Bigazzi
Montaggio: Luca Manes
Con: Neda Bonardi, Sara Shokry, Lorenzo e Gabriele Bonardi, Luca Li Calsi, Paolo Berdini
Aiuto regia: Matteo Calore
Consulenza e ricerca: Stefano Liberti
Montaggio suono: Riccardo Spagnol
Segreteria distribuzione: Giulia Moretti
Grafiche: Sara Zavarise e Marco Lovisatti
Musiche: Piccola Bottega Baltazar, Collettivo Angelo Mai, Slede Zlive Slede


trailer su ZaLab.tv
video integrale in pay per view su ZaLab.tv


locandina e press kit - foto di scena - blog

Neda è una signora romana di 50 anni. Una “romana de Roma”. Nel senso che è cresciuta negli anni ’60 nel cuore della capitale, a due passi dal Colosseo.
Oggi però Neda non vive più nel suo rione. Sta a Ponte di Nona. Nel cuore delle “nuove centralità” alla periferia di Roma. 6 Km oltre il Grande Raccordo Anulare, lungo la Prenestina, oltre 20 km dal Colosseo.
Sara, 18 anni, a Ponte di Nona invece ci è cresciuta. Figlia di una pugliese e di un egiziano, è una delle pochissime ragazze di Ponte di Nona che ha avuto la possibilità di studiare al liceo.
Dal cuore della borgata periferica, Sara e Neda ci conducono in una sorta di inchiesta spontanea sulle dinamiche di interesse e di potere che segnano le vite quotidiane di migliaia di cittadini come loro: quartieri costruiti senza servizi, senza collegamenti viari, senza luoghi di socialità, senza nessuna manutenzione.
Un racconto per non tacere il disagio e la rabbia, che prova a seguire in silenzio le vite, i pensieri, le scoperte di persone meravigliose in difficili terre di periferia, ritratte nelle geometrie vive di un grande fotografo come Luca Bigazzi.
“Magari le cose cambiano” è un film sulla dignità di uomini e soprattutto donne che hanno ancora il coraggio di non accettare ingiustizie sociali e guerre tra poveri. Un film lanciato da due nuove realtà produttive libere e indipendenti come ZaLab e Officine, per sfidare l’immobile mercato cinematografico italiano.